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21.03.05

Prigione Sessuale

Apparentemente era un negozio di computer. Ma nel retrobottega ricchi clienti pagavano per essere riempiti di botte. Scoperta dalla polizia una prigione a pagamento.

Il vero business era coperto da un normale negozio di computer, ma all'interno di una stanza segreta c'erano fruste, catene, bende, manette, una gabbia e persino un grosso coltello. I clienti arrivavano via Internet insieme alla promessa, pubblicizzata a chiare lettere, di trovare dolore e punizioni. Susanne Deveraux, la proprietaria dell'attività, non ha problemi a confessare che vende in rete i suoi servizi come dominatrice, specializzata in bondage stile infermieristico, sculacciamenti e punizioni corporali educative. L'arredo e gli oggetti del suo retrobottega erano studiati per assomigliare esattamente a una infermeria e a una prigione. La polizia ha sequestrato materiale fotografico con uomini e donne con ferite da taglio, ingabbiate e pestate in tutte le parti del corpo possibili. Non erano in vendita, solo un documento per uso interno. Si trattava delle foto dei clienti che per ricevere questo trattamento pagavano 200 dollari l'ora. Insieme a Susanne, vero nome Micheline Nelson, è stata arresta anche una complice, Amanda Kelly, con l'accusa di prostituzione. Ad entrambe sono state messe le manette ai polsi. Interrogati dalla polizia i vicini hanno dichiarato di non aver sentito nulla di strano, di aver visto arrivare Mercedes e gente ben vestita che entrava nella casa e che le due donne non hanno mai dato scandalo in pubblico.

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Missione Adulterio!
Un ufficiale donna dei marines è stata mandata alla corte marziale. Aveva fatto sesso con un collega sposato durante una missione in Iraq. Un luogotenente donna dei marines, Tara Burkhart, 31 anni, è stata mandata alla corte marziale per aver fatto sesso con un militare sposato mentre erano in missione. Il fatto è avvenuto a Kuwait City, durante la guerra in Iraq. La Burkhart era al comando di un gruppo di marines in licenza premio nella capitale kwaitiana. In quella occasione, un reporter televisivo ha invitato i militari nella sua stanza d'albergo per intervistarli. In albergo i soldati avrebbero cominciato a consumare alcolici e, successivamente, per andare in piscina, avrebbero lasciato le loro armi sotto il letto del giornalista. Una serie di comportamenti assolutamente proibiti a dei militari. Dopo il festino in piscina, la Burkhart avrebbe espresso davanti ai suoi uomini, esplicitamente e con termini volgari, il desiderio di fare sesso. Poco dopo, la donna si è appartata con il sergente Josè Montes, suo subordinato e per giunta sposato. Un altro marine del gruppo, forse per gelosia, ha denunciato la Burkhart ai suoi superiori. Il luogotenente Tara Burkhart è ora accusata di adulterio, di comportamento immorale e scorretto e, soprattutto, di aver lasciato che i suoi soldati bevessero alcolici e lasciassero le armi incustodite. La corte marziale potrebbe condannarla a una pena massima di 23 anni di carcere. Un intraprendente californiano affittava la sua casa a coppie di scambisti. Ma era sprovvisto della licenza necessaria e rischia due anni di galera. John Lynch, cinquantenne californiano, è stato arrestato perché organizzava incontri sessuali senza licenza. L'uomo invitava le coppie nella sua casa, durante il week end, e offriva loro l'opportunità di avere rapporti sessuali, scambiandosi i partner. Lynch, che è già stato processato, rischia 5000 dollari di multa e trenta mesi di carcere. "Vogliamo essere certi che la smetta" ha detto Michael P. Pizzuti il sostituto procuratore che si occupa del caso. "Spero che il suo arresto permetta a questo quartiere di recuperare un po' di dignità". Frank Mateljan, portavoce del procuratore di Los Angeles, ha detto che Lynch è stato scoperto grazie alle indagini di un agente di polizia che, sotto falsa identità, si era infiltrato ai party che l'uomo aveva orgazizzato tra settembre e dicembre 2001. Pizzuti ha dichiarato che le coppie interessate allo scambio sessuale di partner avrebbero pagato Lynch per poter passare la notte nel suo appartamento che era in una lista di Swinger Magazines. La casa, conosciuta come The Velvet Swing, ospitava una quarantina di coppie, dal venerdì alla domenica. La polizia ha cominciato a indagare a causa delle lamentele dei vicini.

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Nemmeno una stella!
Che sciama di luce e rischiara questa faccia che inganna, coperta di strati di cipria che appiattiscono rughe e che sapone non lava. Ormai pelle, oramai essenza che mi regola dentro respiri e parole, ansia e bugie fino a convincermi di essere giovane e bella, d’essere come mi guarda lo sguardo di questo sparuto cliente che da mezz’ora fa il giro come mosche attorno a rifiuti, come indiani attorno ad un fuoco. Vorrebbe scaldarsi, ma non ha il coraggio d’offrirmi i suoi spiccioli radi, rubati magari in questa chiesa di fronte che gotica s’innalza fino a bucare le nuvole. Ma sono io la Madonna! Sono io l’isola di pace, che vergine negli occhi purifico spiriti e risollevo peni depressi! E come bimbi nel grembo materno s’accovacciano e s’accucciano dentro questo paradiso di carne e trovano alcova e riparo a questa solitudine appiccicosa, che come ombra di notte ti segue e precede e non ti lascia da sola. Sono io l’ombrello! A questa pioggia che insistente mi sciupa la tinta e non smette di battere, come le mie colleghe di fronte che tirano a mattina e mi rovinano la piazza togliendomi lavoro. E a quel fantasma con la faccia da uomo che sta facendo un altro giro, vorrei dirgli che quello che vede l’affitto per poco, che in multiproprietà è conveniente davvero, senza spreco di soldi, sentimento e fatica a sopportare il ruolo peggiore di donna che chiamano moglie. Neanche una stella! Che illumini la mia parte migliore, quella che nemmeno il pudore protegge e le mutande non fanno altrettanto. Nuda e piatta non fa mistero e non fa voglie, dove gli uomini che passano per caso non s’affannano a riempire. Come invece vorrei che fosse, simile ad un secchio sotto la pioggia che senza fondo riceve ed incassa senza mai colmarsi fino all’orlo. Vorrei che m’annusassero invece di stare lì a guardare, che s’impregnassero del profumo dei miei seni, perché solo l’odore fa ricordare, e associa immagini e parole, che altrimenti s’annerirebbero nel buio di questa notte senza futura memoria. Ma le mie tette non fanno più poesia, non destano rime e non generano fantasie e stanno giù molli, appiccicate sul corpo come un lago prosciugato in estate o palloni aggrinziti lasciati sgonfiare dal tempo. Si fermano e subito ripartono, neanche il tempo di masturbarsi per poco, per dare dignità e prestigio a questa donna che sola s’ostina a strascicare i suoi tacchi riempiendo la notte di travertino e desolazione, come questa fica ridotta ad un buco nel muro dove neanche i ragni sono più curiosi d’entrare.

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Sesso Orale Assolto
Durante un congresso, sessanta giudici e avvocati taiwanesi hanno stabilito che il sesso orale non può essere considerato vero e proprio adulterio. Sessanta giudici e avvocati taiwanesi, riuniti in un congresso, hanno stabilito che un rapporto extraconiugale, consistente solo in una prestazione di sesso orale, non può essere considerato adulterio. Secondo il Taipei Times, questo verdetto potrà essere utilizzato come precedente giuridico in futuri processi. A Taiwan infatti, l'adulterio è un reato punibile con sei mesi di prigione, commutabili in una multa consistente. I magistrati si erano riuniti per vagliare alcuni aspetti controversi del codice penale. La discussione sulla punibilità del sesso orale era scaturita da un caso in corso, l'accusa di adulterio mossa da una moglie che aveva sorpreso il marito mentre riceveva una fellatio. Un portavoce dell'Alta Corte di Taiwan, Mr. Tsai Kuo-Tsai, ha spiegato che non esiste alcuna legge che equipara il sesso orale a un rapporto completo. Per il codice taiwanese un rapporto sessuale consiste esclusivamente nel contatto dei genitali di entrambi i partner. La decisione emersa dal convegno è stata riportata dal Taipei Times. Quarantanove uomini di legge hanno votato per considerare il sesso orale non adulterino, mentre solo undici si sono dichiarati contrari. Di conseguenza, i giudici di Taiwan saranno liberi di valutare autonomamente ogni singolo caso.

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Esaudisco il suo desiderio curvandomi su di lui. Vuole solo rinforzare la sua erezione e usufruire di una lubrificazione naturale. Mi fa segno che basta e ripeto la scena avuta prima con Franco. Mi sono abituato all’idea di farmi scopare. I dolori sono diffusi e non riesco a far più caso ad una nuova penetrazione. Quando è contento anche lui mi fa segno che posso alzarmi. “Devo rimettermi il fallo?”, “No può bastare così. Puliscilo bene con la tua lingua e rimettilo dove l’hai trovato insieme ai nastri”. La padrona rientra in quel momento. “Salve a tutti”, poi rivolgendosi a me “Vedo che ti hanno fatto lavorare. Sei carina con la guêpiere e il grembiulino”, poi a suo marito “Com’è andata”. “Bene è stata abbastanza ubbidiente, qualche altro rimprovero, ma ora ha capito quali sono i suoi doveri”. “Brava Genny”. E’ quasi mezzogiorno e sta per scadere il tuo periodo di prova”. Mi scioglie la bavetta che avevo ancora ridicolmente stretta al collo. “Vai a spogliarti completamente nella tua cameretta e vatti a fare una doccia. Ti faremo trovare i tuoi vestiti sul letto quando uscirai dal bagno”. Finalmente, mi sento liberato da questa frase. Corro in camera ed eseguo il compito più facile che mi sia stato mai ordinato. Una doccia rilassante, per tutte le violenze subite, mi sciacquo la bocca con l’acqua calda come fosse una specie di disinfettante. Torno in camera e come promesso ritrovo i miei vestiti. Mi sembrano strani e ruvidi, dopo aver indossato per molte ore solo indumenti morbidi, gonnelline, camicette, baby-doll e intimo femminile. In un certo senso provavo piacere. Esco dalla stanza e torno in sala. Sentii pian piano che la punta del suo fallo sfiorava le labbra della mia calda vulva, lo faceva apposta, non voleva penetrarmi ancora e infatti dopo poco scese con la sua bocca sul mio ventre, baciò il mio ventre e i suoi baci ora non erano più violenti ma presero ad essere dolci e caldi, le sue labbra umide scivolavano intorno al mio ombelico e pian piano scendeva sempre piu giù, si soffermò a lungo intorno alle mie cosce dopodichè cominciò a passare la sua morbida lingua intorno alle labbra calde del mio sesso in fremente attesa di essere appagato dal desiderio. Marco e Franco si sono rivestiti. Mi attendono sorridenti. Marco esordisce “Bravo, hai fatto il tuo dovere. Valuteremo insieme quando replicare un nuovo incontro” e mi stringe la mano. Sono piacevolmente sorpreso della trasformazione e dal sentirmi si rivolgere come una persona di sesso maschile. Mi rendo conto che anch’io devo uscire dal circolo vizioso di idee che mi ero costruito e in cui cominciavo a conformarmi. Rispondo “Sì, è stato un incontro interessante, penso che si potrà ripetere”. Antonella “Bene, così siamo tutti contenti. Ora ti salutiamo perché abbiamo altri impegni. Siamo invitati a pranzo, capirai…”, “Certo, nessun problema era come concordato”. Mi sorride e con la bavetta in mano Antonella mi dice “Prendi questa, servirà a ricordarti il nostro incontro e soprattutto che sei nostro sub”. Vorrei istintivamente dire grazie ma non lo faccio perché non riesco a capire quanto questo dono sia per ricordo o per un’ulteriore e beffarda umiliazione. Le faccio un sorriso e “Mi potete contattare nel solito modo. Buona giornata a voi tre" ed esco di casa.

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Postato da Sbavo il 21.03.05 17:18